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Universalità della salvezza

 

Del vangelo di oggi, mi incuriosisce molto la chiusura: “Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie”. In effetti questa citazione sembra non avere corrispondenza con quanto il testo racconta. Gesù guarisce il servo del centurione e la suocera di Pietro, ma non si ammala al posto loro, non carica su di sé le loro malattie!

Bisogna capire, allora, come mai Matteo utilizzi questa citazione di Isaia che, generalmente, ha accompagnato la Chiesa dei primi secoli a comprendere il senso della Croce e della Passione e non tanto i segni miracolosi compiuti da Gesù che, per se stessi, sono più legati all’avvento del Regno nuovo e, quindi, alla sua signoria sull’intero creato.

Intanto notiamo che la dimensione del servizio permea tanto l’identità del servo del centurione, evidentemente, come quella della suocera di Pietro, la quale, una volta guarita, si mette a servirli.

L’agire stesso di Gesù diventa servizio. Ed anche pesante se è vero che, venuta la sera, molti erano ancora i malati e gli indemoniati che la gente gli portava dinanzi.

Potremmo, quindi, dire che il disporsi al servizio è il vero miracolo operato verso chi viene guarito, ad immagine di ciò che Gesù fa, del guarire stesso che è, essenzialmente, servire. Le malattie non vengono guarite da energie sovrumane ma dallo spirito di servizio, dall’umiltà fattiva che le lenisce.

E, se questo è vero, capiamo come sia possibile che Gesù affermi che “presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli”. Il servizio, infatti, il mettersi a disposizione, con compassione, di chi si trova nel bisogno, è alla portata di ogni uomo e non dei soli israeliti, come, oggi, dei cristiani. La compassione verso chi soffre e l’impegno per fare di questo mondo un posto migliore sono prerogative di ogni uomo!

Ecco come viene restituita universalità al messaggio di salvezza che Gesù lancia e che davvero è destinato ad ogni uomo di buona volontà.

 

 

Spunti di riflessione:

  • Quando chiedo al Signore qualcosa per la mia vita conservo questo senso di universalità salvifica che il Vangelo propone o sono legato a criteri essenzialmente egoistici ed individualistici?