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Meditazione Sab 30 Gennaio

Meditazione Sab 30 Gennaio

Meditazione Sab 30 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Come non avete fede?

 

 

Marco 4, 35-41
In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

 

 

 

 

Il Vangelo manifesta la paura dei discepoli che si sentono travolti dalle tempeste della vita. Hanno ascoltato la parola di Gesù, ma dominati dai loro pensieri e dalle loro paure, non hanno ancora fede.

Non osano andare a fondo con il Signore. Il battesimo è essere associati a lui nella sua morte e nella sua risurrezione.  Questo racconto è un’esercitazione battesimale per vedere se la Parola ha prodotto il suo frutto: la fiducia per abbandonare la propria vita con lui che dorme e si risveglia.

Lo stesso giorno delle “parabole”, i discepoli falliscono l’esame. Ma l’esperimento non è inutile; fa uscire le difficoltà del loro cuore, tardo e lento a credere.

La Parola dovrà entrare in tutte le loro paure, però prima deve evidenziarle, anzi suscitarle e farle uscire allo scoperto, per poterle vincere.

È notte, sul mare in tempesta Gesù dorme tranquillo. I suoi, che sono con lui, nelle sue stesse difficoltà, gridano di angoscia. Non capiscono questo sonno, immagine del suo abbandono alla morte. Dormendo, egli realizza la fiducia espressa nelle parabole. I discepoli, al contrario, sono in balia della disperazione.

La Parola, caduta “sulla via”, non è attecchita. È entrata superficialmente; ma sotto c’è la pietra del loro cuore, che impedisce loro di affidarsi al Signore.

Questa diffidenza può dissolversi solo quando si risponde alla domanda: “Chi è costui?”. L’apparente inerzia del suo sonno è la massima azione in nostro favore: dorme per essere con noi anche nella valle oscura. E proprio qui si alza con tutta la potenza di Dio, placando ogni tempesta, anche quella del nostro cuore.

Nella preghiera chiedo di credere nella parola del Signore più che alle mie paure; che la fede mi permetta di accettare il mio sonno nel suo, la mia nella sua morte, senza lasciarmi suggestionare dalle resistenze ostili che si scatenano in me. Anzi, accogliendole, conoscendole e presentandole al Signore perché le metta a tacere con la sua potenza.