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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Ven 18 Giugno

Meditazione Ven 18 Giugno

Meditazione Ven 18 Giugno 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Non accumulate

 

Matteo 6, 19-23

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

 

 

I nostri rapporti con le cose devono essere da figli di Dio: lui è il nostro tesoro, e le cose non sono feticci da adorare, ma doni del suo amore.

L’uomo è sempre “di” qualcuno. L’appartenenza, in molte lingue, si esprime col “genitivo”: è la relazione, che genera e fa esistere. Questa relazione è unica: non si possono avere due padri o due madri. Così Gesù dice che la nostra vita o dipende da Dio, e allora siamo suoi figli, o dipende da mammona, e allora siamo suoi schiavi.

Inizia in questo brano la conclusione del corpo del discorso della montagna, che culmina con il comando dell’amore, sintesi della legge e dei profeti. La sezione, molto articolata, è unita da un filo conduttore: la paternità di Dio. Questa è da vivere in rapporto alle cose come libertà dall’accumulo quando ci sono e dall’ansia quando non ci sono, e in rapporto alle persone come accoglienza e amore fraterno.

Lo Spirito filiale informa sia le opere religiose (elemosina, preghiera, digiuno) sia il rapporto quotidiano con le cose e le persone. Chi non si sa figlio di Dio e fa dipendere la sua vita dalle cose, accumula tesori sulla terra; il suo occhio è malato, perso dietro l’idolo, schiavo di mammona. Chi si sa figlio, invece, accumula tesori in cielo; il suo occhio è puro e in tutto vede colui che lo ama e che vuol amare. La fede in Dio si gioca concretamente nel rapporto con le creature, che può essere filiale e fraterno, oppure padronale e diabolico.

Nella preghiera chiedo di scegliere il Signore come mio tesoro.