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Meditazione Ven 22 Gennaio

Meditazione Ven 22 Gennaio

Meditazione Ven 22 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Ne fece Dodici per essere con lui

 

 

Marco 3, 13-19
In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

 

 

 

 

I Dodici sono la “piccola barca” dove il Signore è toccato e non schiacciato; sono la sua vera famiglia, che siede in cerchio attorno a lui per ascoltarne la parola, e riceve la rivelazione del mistero del Regno.

Essi sono fatti espressamente per “essere con lui”, il Figlio. Questa è la realizzazione dell’uomo, che “con lui” è se stesso.  Solo così è vinta quella solitudine abissale che gli è costitutiva: fatto per Dio, solo “con lui” colma il suo bisogno essenziale di relazione e compagnia.

Da qui scaturisce la missione. Infatti chi è unito a lui impara a conoscere il cuore del Padre, e si offre con gioia ad andare presso chi ancora non lo conosce, perché la sua casa sia piena e non lo è fino a che manca un solo fratello.

C’è stata già una prima chiamata, in cui la fuga divenne sequela. Questa seconda è più profonda, e spiega perché lo si segue.  Ora la sequela diviene unione e intimità con lui. Il discepolo la conosce, e non può non portarla a tutti i fratelli. Questa seconda chiamata ci fa vedere l’essenza della Chiesa: è un cerchio che si estende a tutti.  Senza una di queste due dimensioni, delle quali una è particolare e personale, l’altra universale e comunitaria, decade dalla sua natura.

L’azione apostolica è “syn-ergía” con Gesù, collaborazione con lui. Egli è l’operaio della vigna; noi siamo suoi compagni che assistono e favoriscono la sua opera, collaborando, ossia “lavorando con” lui. Ma è lui che opera direttamente dando il desiderio, l’azione e l’efficacia. Noi siamo contemplativi di questa sua opera, e collaboriamo ad essa innanzitutto vedendola e accogliendola, poi sviluppandola nella risposta di lode, amore e servizio.

Per questo l’apostolato non ha nulla a che fare con l’attivismo di Marta; fluisce invece continuamente dalla contemplazione di Maria, che sta ai piedi del Signore e lo ascolta.

L’essere con Gesù è il principio, il mezzo e il fine di ogni apostolato, che da lì viene, da lì attinge forza e lì sfocia, facendovi confluire tutti gli uomini.

Le tre caratteristiche dei Dodici: essere con lui, essere inviati ad annunciare e a vincere il male, sono finora le note fondamentali della Chiesa.

Nella preghiera chiedo al Signore di non essere sordo alla sua chiamata; chiedo al Padre che mi voglia mettere col Figlio, e al Figlio che mi prenda per essere suo compagno, per stare con lui, seguendo il suo stesso cammino. Chiedo di essere conquistato da lui, di desiderare sopra ogni cosa di essere con lui.