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La grazia della gioia

 

Il testo di oggi ci invita a riflettere sul senso della gioia cristiana.

Tante volte, nella mentalità comune, i cristiani sono visti come “musoni”, bacchettoni, gente triste.

Questo, come spesso ci ha ricordato il Papa, dovrebbe essere motivo di riflessione da parte della comunità cristiana: perché la salvezza che ci viene offerta gratuitamente e all’interno della quale proclamiamo la nostra fede non ci rende pieni di gioia?

Le ragioni possono essere diverse: le preoccupazioni del mondo, spesso, ci distraggono.

Quando attraversiamo un momento di difficoltà facciamo fatica a scorgere orizzonti di speranza. Non siamo abituati a custodire la consolazione del Signore, a tenere accesa la fiamma della speranza, a guardare con fiducia al futuro…

Conservare la gioia non è alla portata della nostra volontà, ma è frutto di un cuore realmente traboccante di Grazia e di Amore.

E, affinché il nostro cuore possa vivere questa pienezza, è importante vivere una sincera apertura, un profondo sì alla vita, luogo in cui la Grazia e l’amore di Dio si manifestano.

Se il nostro cuore è chiuso al cercare e trovare il passo di Dio nel giardino della sua creazione, difficilmente il nostro cuore traboccherà di amore e, così, non saremo capaci di conservare la gioia.

Conservare la gioia non è, quindi, privilegio. Non è, di per sé, volontarismo.

La gioia è apertura alla ricerca, è curiosità, è non darsi per vinti di fronte al cammino da fare, ma memoria del cammino già percorso, con Dio.

 

 

Spunti di riflessione:

  • Cosa da gioia alla mia vita?
  • Di cosa è pieno il mio cuore?
  • Richiamo con frequenza alla mente tutto l’amore ricevuto?