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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Ven 26 Marzo

Meditazione Ven 26 Marzo

Meditazione Ven 26 Marzo 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Il Padre è in me

 

Giovanni 10, 31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

 

 

La liturgia di oggi ci propone l’apice della prima parte del Vangelo di Giovanni, Gesù infatti, di fronte alle persone che lo accusarono non nascose di essere il Figlio di Dio: Egli è l’atteso.

Contemplando questo Vangelo dovremmo poter sentire la consolazione che prova il salmista quando dice: «Nell’angoscia invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido». Il Figlio di Dio viene perché Dio ha ascoltato le grida causate dalla nostra angoscia, Egli viene per noi!

Il Vangelo ci invita a contemplare l’appeso alla Croce come colui che viene a salvarci per Dio ed essendo Dio.

Nei versetti che precedono la pericope che preghiamo oggi, Gesù afferma che il suo vivere, pensare e agire è secondo la volontà di Dio, e la volontà di Dio è la nostra salvezza. A questo, gli uditori non credono e non vogliono crederci. Non solo, ma vogliono lapidarlo perché «tu, essendo uomo, ti fai Dio», è anche per noi difficile credere che l’appeso è il nostro Dio e salvatore.

Il Gesù giovanneo è un Gesù che vuole purificare l’immagine di Dio che abbiamo: fatto di miracoli e di segni che lo portano lontano da noi, che lo mettono sopra l’altare e lo rendono distante. Il Signore nel vangelo di Giovanni è descritto come luce e acqua, presente nella nostra vita e quotidianità, e in grado di rinnovare la nostra vita, ma questa semplicità, questa umanità, scandalizzava allora come oggi. Il problema è proprio qui: possiamo a fatica accettare che un uomo diventi Dio, ma accettare che Dio sia debole come un uomo questo è davvero un contro senso!

Gesù coglie questa fatica e la fa emergere: «Disse loro Gesù: Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”?». Il salmo che cita è il numero 82, Dio ha aperto questa possibilità all’umanità, quella di condividere con la creazione la santità, l’immagine e somiglianza tra Creatore e creatura. È proprio questa somiglianza perfetta che vuole far emergere Gesù agli oppositori: agisco solo secondo la volontà del Padre mio. Gesù così non cade nel dire sono Figlio di Dio, ma è che figlio del Padre perché agisce secondo quanto vuole dal Padre.

Si potrebbe pensare che Gesù vuole nascondersi, avrebbe potuto dire più immediatamente che era “Figlio di Dio”, ma nel vangelo di Giovanni si vuole stare sui fatti, sulle opere, al confronto ci sono le azioni e la volontà di Dio.

Solo confrontando la volontà del Padre e le azioni di Gesù possiamo arrivare alla condanna a morte di Gesù e possiamo contemplare la passione di Cristo senza rimanerne indifferenti o scandalizzati, ma per questo dobbiamo prima camminare lungo le strade del Vangelo con Gesù, come dice la colletta di oggi: «O Dio, che in questo tempo concedi alla tua Chiesa di imitare la beata Vergine Maria nella contemplazione della passione di Cristo, donaci, per sua intercessione, di conformarci sempre più al tuo Figlio unigenito e di giungere alla pienezza della sua grazia».

Ecco cosa sta dicendo Gesù a noi oggi, e ai suoi oppositori e appostoli allora: seguitimi e guardate le mie opere e se credete seguitemi nella mia morte e resurrezione. Perché solo così possiamo sentire e gustare la verità della frase: «Il Padre è in me e io sono nel Padre, questo dovete sapere e riconoscere».

Cercarono ancora di catturarlo, ma alcuni, invece, capiscono il messaggio e lo seguono al di là del Giordano. Li comprendono quello che il Battista diceva: Che Gesù è il Cristo. Proprio così, seguendo e imitando Gesù se ne comprende la verità.

Chiediamo per intercessione di Maria di seguire Gesù in questo cammino quaresimale, di poter contemplare come parlava, come mangiava, come pregava, come dormiva ecc. affinché possiamo giungere all’ora: dove il Figlio compiendo la volontà del Padre allarga le braccia e apre al mondo la via che riconduce a Dio.