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IL VANGELO DI OGGI PRESENTA LE DIFFICOLTÀ DELLA MISSIONE e le opposizioni che accompagnano l’annuncio della Parola.

PER NOI RIMANE UN MISTERO IL FATTO CHE IL VANGELO, la buona notizia che Dio ci ama, SUSCITI DI FATTO TANTA RESISTENZA E RIFIUTO.

Non solo le opposizioni vengono dall’esterno, CIOÈ DA COLORO CHE SI PRESENTANO COME NEMICI – questo lo accetteremmo; ma anche da coloro che ci sono vicini, CIOÈ DAI NOSTRI AMICI, da coloro con cui condividiamo la nostra vita.

QUESTE RESISTENZE SONO ANCHE INTERIORI, sono presenti nel nostro cuore come fonte di tentazione – e questo ci turba profondamente.

UNA RAGIONE PUÒ ESSERE RICERCATA NEL FATTO CHE CONFIDARE NEL SIGNORE SIGNIFICA CONTESTARE TANTE REALTÀ DI NOI STESSI, mettere in crisi sia la falsa sicurezza religiosa, sia le false sicurezze umane: del potere, del possesso e del successo.

CONFIDARE NEL SIGNORE, porre fede solo in lui, SIGNIFICA ESSERE LIBERI RISPETTO A OGNI SISTEMA: quelli apertamente in contraddizione con il Vangelo, O QUELLI CHE SI ILLUDONO DI PORRE LA LORO SPERANZA IN DIO, cercando invece appoggi e difese nelle realtà de mondo.

PER QUESTO È FONDAMENTALE IL DISCERNIMENTO, perché sia posta nella luce ogni forma di tentazione che si manifesta sotto l’apparenza di bene.

NEL VANGELO RISUONA PER QUATTRO VOLTE L’INVITO: “Non abbiate paura”.

IL SIGNORE SA BENE CHE LA PAURA È LA RADICE DI OGNI NOSTRO MALE, il luogo dove abita il nemico che vorrebbe rubarci la gioia del Vangelo.

LA PRIMA LETTURA È UNA PREGHIERA E UN ATTO DI FIDUCIA NEL SIGNORE.

Geremia deve annunziare la catastrofe al suo popolo, PERTANTO È ODIATO DA TUTTI, ANCHE DA COLORO CHE UNA VOLTA GLI ERANO AMICI.

Il profeta, solo ed abbandonato da tutti, si rivolge con fiducia al Signore.

HA INFATTI SPOSATO LA CAUSA DI DIO e questo gli dà la certezza che sarà esaudito.

DIO GLI SARÀ VICINO E NON LO ABBANDONERÀ, perché ha sperimentato la sua fedeltà.

LA CERTEZZA DELLA VITTORIA FINALE GLI VIENE DALLA FEDE DI AVERE DIO AL PROPRIO FIANCO.

Lo scandalo dell’uomo credente è la presa di coscienza che la fiducia in Dio non lo risparmia dai triboli della vita, ANZI A VOLTE SEMBRA ESPORLO ANCORA DI PIÙ.

Geremia è un uomo che ha avuto forti crisi interiori, SPECIALMENTE QUANDO SI È POSTO A RIFLETTERE SULLE PENE DELLA PROPRIA VITA e sui fatti della sua storia personale e sociale.

NEI SUOI DUBBI SI ERGE CONTRO DIO STESSO, lo apostrofa con espressioni violente e grida di protesta sconcertanti per la nostra mentalità cristiana.

EPPURE ANCHE QUESTA È PREGHIERA, perché Geremia non ha mai smesso di essere vero davanti a Dio.

NON RIUSCIRE PIÙ A FARE DISCERNIMENTO È LA CRISI DELL’UOMO DI FEDE: dov’è l’amore di Dio se intorno a me c’è solo orrore e rapina, sofferenza e morte?

Geremia deve allora andare indietro e rivedere la sua vocazione (“ma io sentivo dentro di me un fuoco divorante”), DEVE LASCIARSI DI NUOVO CONSOLARE DA DIO PER POI RIPARTIRE.

La fede è un cammino continuo, DOVE TROVO DIO COME CONSOLAZIONE.

La fedeltà alla vocazione è per Geremia una conquista quotidiana che conosce dubbi e crisi E CHE TALORA PESA COME UNA MALEDIZIONE, soprattutto quando si sperimenta il silenzio di Dio.

PERÒ NELLE TEMPERIE DELLA VITA, NELLA PROFONDA DELUSIONE DEL MONDO, in Geremia brilla sempre la luce della sicurezza di avere Dio al proprio fianco.

LA FEDE DI GEREMIA È TOTALE, perché piena è l’esperienza della fedeltà del Signore.

IL “non temere” DEL VANGELO NON È UN VUOTO INCORAGGIAMENTO, né significa illudersi di avere una sorte diversa da quella del proprio Maestro.

LA LIBERTÀ, INFATTI, CONDUCE ALLA CROCE, ALL’OPPOSIZIONE – perché smaschera i segreti di molti cuori.

Essere con Dio espone al rifiuto, alla persecuzione, ai triboli della vita.

SE PERÒ SIAMO ONESTI, DIO NON CI HA PROMESSO UNA VITA SCEVRA DA OSTACOLI, ma una beatitudine che è la certezza che Lui è con noi per sempre, ANCHE NELL’ORA DELLA CRISI È IL Dio-con-noi!

LA CROCE PERÒ NON È LA FINE DI TUTTO, MA È L’AURORA DI UNA VITA NUOVA, di una risurrezione che rivitalizza e diventa occasione di salvezza anche per i nostri nemici.

NON DOBBIAMO TEMERE PERCHÉ LA NOSTRA VITA È NELLE MANI DI DIO, in quanto apparteniamo a lui solo.

CHI CONFIDA NEL SIGNORE NON DEVE AVER PAURA, PERCHÉ NON HA NULLA DA PERDERE, MA SOLO DA GUADAGNARE; viceversa chi confida nell’uomo e nelle realtà terrene è attanagliato dall’incubo di perdere ciò che ha, ciò che è, ciò che può.

NON DOBBIAMO TEMERE – ricorda Paolo – PERCHÉ L’ANTICA PAURA DI ADAMO È STATA VINTA DA CRISTO, NUOVO ADAMO, che ci ha restituito la libertà perché rimanessimo liberi.

SEGUIRE CRISTO SIGNIFICA PER NOI FARCI CARICO NELL’OGGI DELLA SUA MISSIONE LIBERATRICE: siamo stati liberati per a nostra volta liberare.

O Dio, che affidi alla nostra debolezza l’annunzio profetico della tua parola di salvezza e di liberazione, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, senza temere la croce, le opposizioni, le resistenze; siano il luogo per sperimentare la forza della tua risurrezioni e per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta nella gloria. Amen.