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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Paolo Miki – Carlo Spinola – Sebastiano Kimura

conosciamo i santi

Paolo Miki – Carlo Spinola – Sebastiano Kimura

Paolo Miki – Carlo Spinola – Sebastiano Kimura 800 501 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

SANTI PAOLO MIKI, religioso, e Compagni;
BEATI CARLO SPINOLA, SEBASTIANO KIMURA, presbiteri,
e Compagni;
PIETRO KIBE KASUI, presbitero, e Compagni

Martiri in Giappone

 

 

Nella storia dell’evangelizzazione del Giappone, si ebbero due periodi di terribile persecuzione contro i missionari e i cristiani giapponesi. La prima iniziata nel 1596 portò al martirio 26 cristiani che furono crocifissi e trafitti il 5 febbraio 1597, nella zona di Nagasaki.

La seconda si accese dopo un periodo di pace, che vide l’arrivo di altri missionari, tra il 1614 e il 1632.

Paolo Miki nacque in Giappone il 1564 o il 1566. Entrato nella Compagnia di Gesù, predicò con frutto il Vangelo ai suoi connazionali. Diventando sempre più dura la persecuzione contro i cristiani, fu catturato e, dopo aver sofferto aspri maltrattamenti, condotto a Nagasaki, dove, pronunciando parole di perdono per i suoi carnefici, fu crocifisso il 5 febbraio 1597. Nello stesso giorno subirono con lui il supplizio della croce lo scolastico Giovanni de Gotō e il fratello gesuita Giacomo Kisai.

Furono canonizzati da Pio IX nel 1862.

Carlo Spinola nacque nel 1564 da nobile famiglia genovese ed entrò ancora giovane nella Compagnia di Gesù. Missionario in Giappone, vi rimase per vent’anni, ricoprendo diversi uffici, compreso quello di procuratore generale di tutta la provincia e di vicario generale dell’Episcopato giapponese.

Arrestato in odio alla fede, rimase in carcere per quattro anni subendo poi il martirio del rogo a Nagasaki il 10 settembre 1622, insieme a 22 novizi e altri 30 prigionieri.

Sebastiano Kimura nacque a Firando nel 1565 da una famiglia giapponese convertita al cattolicesimo. Dopo essersi dedicato al servizio della chiesa dei Gesuiti nella sua città natale, ottenne di entrare nella Compagnia di Gesù all’età di 19 anni. Dopo gli studi di teologia ritornò in Giappone e fu il primo a essere ordinato sacerdote a Nagasaki nel 1601. Ricercato durante la seconda feroce persecuzione contro i cristiani fu arrestato nel giugno del 1621 e subì il martirio del rogo insieme a Carlo Spinola e agli altri compagni il 10 settembre del 1622.

Sono stati beatificati insieme da Pio IX nel 1867.

Pietro Kibe Kasui nacque nel 1587 da famiglia cristiana, nell’anno in cui il maresciallo della corona a Nagasaki, lo shogun Hideyoshi, emise un editto che ingiungeva ai missionari stranieri di lasciare il paese. Dieci anni dopo cominciarono le persecuzioni.

A quell’epoca in Giappone si contavano circa 300 mila cattolici, evangelizzati prima dai gesuiti, con san Francesco Saverio, e poi anche dai francescani.

Nel febbraio 1614 un altro editto impose la chiusura delle chiese cattoliche e il confinamento a Nagasaki di tutti i sacerdoti rimasti, stranieri e locali. Nel novembre dello stesso anno i sacerdoti e i laici che guidavano le comunità furono costretti ad andare in esilio.

Kibe fu esiliato prima nella Macao portoghese, dove inizia la scuola di teologia e impara il latino. Successivamente si recò a piedi fino a Roma, passando per Gerusalemme. Fu ordinato sacerdote il 15 novembre 1620 e, dopo aver completato il noviziato a Lisbona, pronunciò i primi voti da gesuita il 6 giugno 1622. Tornato in Giappone fra i cattolici sottoposti a crudele persecuzione, nel 1639 fu catturato a Sendai assieme ad altri due sacerdoti. Torturato per dieci giorni consecutivi, rifiutò di abiurare.

Pietro Kibe ebbe come principale testimone della veridicità del suo martirio il giudice inquisitore dei cristiani Inoue Chikugo: «Kibe Pietro fu condannato a morte perché non voleva rinnegare la propria fede e incoraggiava i catechisti martoriati accanto a lui».

Pietro Kibe Kasui e 187 martiri in terra giapponese, uccisi tra il 1603 ed il 1639, sono stati beatificati da Benedetto XVI il 24 novembre 2008.

 

Preghiera

O Dio, forza dei martiri,
che hai chiamato alla gloria eterna
san Paolo Miki e i suoi compagni
attraverso il martirio della croce,
concedi anche a noi, per loro intercessione,
di testimoniare in vita e in morte
la fede del nostro Battesimo.
Per Cristo nostro Signore.