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PREGHIERA

Signore Gesù,

quanta sete nel tuo cuore desideroso del nostro amore,

quanta tenerezza riversi su di noi,

vedendoci cercare acqua nelle nostre cisterne screpolate.

Stanco, sfinito sul legno della croce,

continui a cercarci nei nostri deserti,

per offrirci l’acqua viva del Vangelo

che disseta nell’ora più calda del giorno,

nell’ora della Passione.

Dal tuo costato trafitto esce la fontana di grazia,

che apre nelle lande desolate dell’umanità le strade diritte,

che appiani i colli,

che riempie gli scoscesi

perché possiamo entrare nella comunione

e nell’abbraccio del Padre:

la nostra terra promessa!

Al tuo popolo mormorante nella prova,

alla donna di Samaria,

a noi pellegrini nella fatica della storia,

offri il segno della roccia che si spezza per dare vita,

del pozzo profondo che fa salire l’acqua

dello Spirito e della verità,

del nostro cuore indurito che si spacca

per ricevere l’effusione dello Spirito

che riversi abbondantemente in noi.

O Misericordioso Figlio di Dio,

quanta fatica facciamo ad accogliere questo segno,

quanta paura di perderci portiamo nel cuore,

quanto bisogno abbiamo tutti di essere riconosciuti,

apprezzati, lodati dagli uomini;

quante lotte tra noi,

pur di contare qualcosa in questo mondo.

Come ci inganniamo,

confondendo la nostra vanagloria

con la gloria vera, che tu solo ci manifesti

nella povertà del chicco di grano

che caduto nella terra porta vita.

Pastore bello e buono,

anche in questo tempo di prova,

nel silenzio delle nostre liturgie,

nel rovescio dei nostri progetti,

nell’essere limitati nelle nostre assemblee,

nel verificare la sterilità delle nostre discussioni,

nel constatarci così fragili,

là dove un microrganismo infinitesimale

ci può strappare la vita, la forza e il respiro,

rendici capaci di accogliere la qualità del tuo amore,

di imitare il tuo modo di stare ai pozzi dell’umanità,

accogliendo anche il fallimento

e un progetto di vita che si lascia disprezzare

pur di portare frutto.

O buon Samaritano dell’umanità,

che hai desiderato la nostra debolezza fin da abbracciarla,

e sul trono della croce

non ci hai inchiodato nei nostri peccati,

ma hai invocato il perdono per tutti,

donaci di accogliere quell’acqua viva

che spinge in alto, fino alla vita del cielo,

e nel silenzio di questo tempo,

nella solitudine del deserto,

di desiderare solo te,

unico e sommo bene.

Amen.