• Tel: 06 697001 (centralino)

  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

San Pietro Favre

conosciamo i santi

San Pietro Favre

San Pietro Favre 800 501 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

San Pietro Favre, presbitero

Pietro Favre nacque nel 1506 a Le Villaret nella Savoia, dove trascorse l’adolescenza, dedito a pascolare il gregge paterno. Dal 1525 si applicò agli studi a Parigi, dove ebbe per compagni Francesco Saverio e Ignazio di Loyola, il quale in seguito lo unì, primo di tutti, alla sua opera.
Ricevuti nel 1534 gli Ordini sacri, fu il primo presbitero della Compagnia di Gesù.
Per ordine del Papa fu inviato inizialmente a insegnare teologia all’Università della Sapienza di Roma. Successivamente con la stessa obbedienza, andò a “fare catechismo” nelle campagne parmensi. Paolo III in seguito lo inviò in terra tedesca ai “colloqui di religione” tra cattolici e protestanti.
La sua opera di dialogo fu così apprezzata che nel 1542 lo chiamarono nuovamente in Germania.

Sempre al servizio del Pontefice egli compì poi missioni in Portogallo e in Spagna, introducendo stabilmente in questi Paesi la Compagnia di Gesù.
La sua fu una vita infaticabile, dedita alle penitenze e vissuta nella povertà autentica, con l’unica preoccupazione di fare memoria dei benefici ricevuti dal Signore e di riconciliare i dissidenti con la dolcezza e la mansuetudine di Cristo.
Richiamato a Roma da Paolo III per partecipare al Concilio di Trento, morì il 10 agosto 1546 e venne tumulato nella chiesa della Madonna della Strada. Quando poi questa fu demolita per la costruzione della chiesa del Gesù, si perse la memoria del luogo della sua sepoltura, quasi a testimonianza della sua umiltà anche in morte.
Papa Francesco ha voluto decretare la sua canonizzazione equipollente il 17 dicembre 2013.

 

Dall’omelia di papa Francesco [Roma, 3 gennaio 2014] – Chiesa del Gesù.

 

[…] Pietro Favre, (fu) uomo di grandi desideri. Favre era un «uomo modesto, sensibile, di profonda vita interiore e dotato del dono di stringere rapporti di amicizia con persone di ogni genere» (Benedetto XVI, Discorso ai gesuiti, 22 aprile 2006). Tuttavia, era pure uno spirito inquieto, indeciso, mai soddisfatto. Sotto la guida di sant’Ignazio ha imparato a unire la sua sensibilità irrequieta ma anche dolce, direi squisita, con la capacità di prendere decisioni. Era un uomo di grandi desideri; si è fatto carico dei suoi desideri, li ha riconosciuti. Anzi per Favre, è proprio quando si propongono cose difficili che si manifesta il vero spirito che muove all’azione (cfr Memoriale, 301). Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo.

[…] Proprio nei desideri Favre poteva discernere la voce di Dio. Senza desideri non si va da nessuna parte ed è per questo che bisogna offrire i propri desideri al Signore. Nelle Costituzioni si dice che «si aiuta il prossimo con i desideri presentati a Dio nostro Signore» (Costituzioni, 638).

Favre aveva il vero e profondo desiderio di «essere dilatato in Dio»: era completamente centrato in Dio, e per questo poteva andare, in spirito di obbedienza, spesso anche a piedi, dovunque per l’Europa, a dialogare con tutti con dolcezza, e ad annunciare il Vangelo.

[…] La sua familiarità con Dio lo portava a capire che l’esperienza interiore e la vita apostolica vanno sempre insieme. Scrive nel suo Memoriale che il primo movimento del cuore deve essere quello di «desiderare ciò che è essenziale e originario, cioè che il primo posto sia lasciato alla sollecitudine perfetta di trovare Dio nostro Signore» (Memoriale, 63). Favre prova il desiderio di «lasciare che Cristo occupi il centro del cuore» (Memoriale, 68). Solo se si è centrati in Dio è possibile andare verso le periferie del mondo! E Favre ha viaggiato senza sosta anche sulle frontiere geografiche tanto che si diceva di lui: «pare che sia nato per non stare fermo da nessuna parte» (MI, Epistolae I, 362).

[…]  Rinnoviamo allora la nostra oblazione all’Eterno Signore dell’universo perché con l’aiuto della sua Madre gloriosa possiamo volere, desiderare e vivere i sentimenti di Cristo che svuotò se stesso. Come scriveva san Pietro Favre, «non cerchiamo mai in questa vita un nome che non si riallacci a quello di Gesù» (Memoriale, 205). E preghiamo la Madonna di essere messi con il suo Figlio.

 

Preghiera

O Dio, eterno Signore di tutte le cose,
che ricolmi di beni i tuoi figli
e incoroni gli umili di vittoria, ti prego con fede:
accendi anche in me quel fuoco di carità
che spinse san Pietro Favre a servire i fratelli
come ministro di misericordia e di perdono.
Tu, che lo hai associato
alla preghiera sacerdotale del tuo Figlio,
affinché il tuo popolo vivesse nella concordia
e fosse perfetto nell’unità,
infondi nel mio animo il suo stesso spirito di mitezza,
e rendimi pronto a riconciliare i discordi,
vincendo le avversità con la forza della tua dolcezza.
Donami, per l’esempio e l’intercessione
di questo primo compagno di sant’Ignazio,
di cercare e trovare te in tutte le cose,
conservando lo spirito di orazione
e percorrendo con semplicità d’animo
le strade che tu hai scelto per me
sotto la custodia dell’angelo buono
che mi hai posto come compagno di cammino.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Preghiera innalzata da Papa Francesco il 3 gennaio 2014 in occasione della Messa di ringraziamento per la Canonizzazione equipollente di san Pietro Favre.