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I Venerdì di Quaresima

dalle ore 13:00 alle 13:45

 

Via Crucis meditata e Adorazione

 

Venerdì 9 marzo: Tu comprendi la mia storia

 

 

Nella Cappella della Santissima Trinità

 

Circondati dalle rappresentazioni della Santissima Trinità, le tappe odierne della Via Crucis collocano la nostra preghiera nella luce della redenzione che viene dall’Alto. In particolare la “composizione di luogo teologico”, artistica e simbolica, con la pala d’altare, ci proietta nella visione dell’Eterno ed illustra ciò che S. Ignazio propone di contemplare nella seconda settimana degli Esercizi Spirituali: le tre Persone divine osservano tutta la superficie ricurva del mondo popolato di uomini (n. 102). Alle pareti laterali, due visioni cruciali della Storia della Salvezza, come opera del Padre, del Figlio e dello Spirito santo: il Battesimo e la Trasfigurazione. In tale contesto spirituale possiamo percepire come la nostra storia personale e attuale sia compresa – e redenta – dalla storia del Cristo, ricapitolata nella Via Crucis, nella quale risuona la voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

 

Gli autori principali delle opere, in questa cappella, sono: Francesco da Bassano il Giovane (pala d’altare); G.B. Fiammeri, gesuita fiorentino (Battesimo di Gesù, sulla parete destra); Durante Alberti, di Borgo San Sepolcro (Trasfigurazione, sulla parete sinistra).

 

 

Introduzione

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

L’amore del Signore sia con tutti voi.

E con il tuo spirito

 

 

Esortazione

 

 

 

Canto

 

Misericordias Domini in eternum cantabo

 

 

 

 

 

(I testi delle singole stazioni della Via Crucis sono ispirati a scritti di don Primo Mazzolari)

 

 

 

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade la seconda volta

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. (Isaia 53,6-10)

 

All’indifferenza delle stelle ci si abitua, ma come sopportare l’indifferenza dei cristiani? Dio non ha mani perché vuole che io gli impresti le mie, non ha piedi perché vuol camminare con i miei verso la casa degli uomini, non ha labbra perché vuole le mie parole e la mia tenerezza per chi soffre e chi muore. «Dall’amore che vi porterete gli uni gli altri, riconosceranno che siete miei discepoli…». E’ un comando di Gesù, un programma fondamentale del cristiano. Se non amo, impedisco alle creature di vedere Dio. Il cielo si chiude quando gli uomini sono inariditi. In terra cristiana quando i cristiani non hanno cuore è molto difficile vedere Dio. L’uomo che manca all’uomo è ingiusto; il cristiano che manca al cristiano è sacrilego. Mi sei vicino davvero, Signore. Sei legato alla mia povertà. Eccomi inserito nella tua umanità che ascende perché tu ti sei immedesimato nella mia umanità che discende a terra. Mi hai preso dal basso, dal più basso di me stesso, ove nessuno mi raggiunge.

 

 

(dal Salmo 118 – Preghiamo, a cori alterni)

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

 

Dicano quelli che temono il Signore:

Il suo amore è per sempre.

 

Nel pericolo ho gridato al Signore:

mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

 

Il Signore è per me, non avrò timore:

che cosa potrà farmi un uomo?

 

Il Signore è per me, è il mio aiuto,

e io guarderò dall’alto i miei nemici.

 

È meglio rifugiarsi nel Signore

che confidare nell’uomo.

 

È meglio rifugiarsi nel Signore

che confidare nei potenti.

 

Sac.: Mi sei vicino davvero, Signore. Soffri come me, soffri con me. Se capisco questo, potrò anche capire, ai piedi della Croce, che soffri per me.

 

Canto

Bonum est confidere in Domino

Bonum est confidere in Domino

 

OTTAVA STAZIONE

Gesù e le donne di Gerusalemme

 

Celebrante: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti:” Cadete su di noi!”, e alle colline: ”Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». (Luca 23,27-31)

 

Le persone di fede sono rimaste fedeli a Cristo e glielo hanno testimoniato come hanno potuto. Non possono togliergli la Croce, ma lo seguono da lontano. Accanto a Gesù c’è il pianto delle donne che, senza difenderlo davanti ai malfattori, riempiono la Sua solitudine di condannato e ne cancellano l’obbrobrio. Gesù parla alle donne che piangono, mentre s’accontenta di guardare la faccia chiusa dei suoi uomini. Gesù le chiama: «Figlie di Sion…». Come i profeti: «Rallegrati, figlia di Sion; non piangere, figlia di Sion». Sono le figlie del Suo popolo, della Sua terra, del Suo Padre. Gesù vede la donna nella luce più bella. Nessuna donna dev’essere posta in tentazione di dire: «Beate le sterili …». Guai a chi avvilisce la maternità! Oggi il legno verde, domani il legno secco. Il credente è trattato come il legno secco. Cristo non taglia da sé il legno secco: lo inserisce nel legno della sua Croce. Chi ha fede in Lui, fosse pure l’ultimo, diviene capace di portare sulle sue spalle tutto il dolore del mondo.

 

(dal Salmo 118 – Preghiamo, a cori alterni)

 

Tutte le nazioni mi hanno circondato,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

 

Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa tra i rovi.

 

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.

 

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

 

Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze,

 

la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.

 

Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

 

Sac.: Signore, ti affidiamo tutte le donne, coraggiose e fiduciose perché, in Te, donino sempre la vita e la speranza.

 

Canto

Christe lux mundi

NONA STAZIONE

Gesù cade la terza volta

 

Celebrante: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. (Isaia 53,7-8b)

 

Abbiamo imparato a valutare il carico massimo di una nave, la portata di un ponte e del cemento armato, il carico di un cammello e di un cavallo, ma non ci curiamo di sapere fin dove reggono le spalle dei fratelli! Guardo come Gesù riesce a camminare sotto il peso della Croce. Ogni passo lascia un rigo di sangue. La flagellazione ne ha divorato le carni delicatissime e ora quel peso è come un torchio. Una, due, tre volte… eccolo ancora a terra, sotto la Croce.

Gli altri condannati che procedono con lui, portando i loro legni, erano due ladri di strada. E salivano verso il Calvario, senza uno sguardo, senza una carezza, senza una benedizione.

Se «il nostro peso è il nostro amore», la tua Croce è imponderabile e incommensurabile come la tua carità. Chi dunque ne potrà misurare l’altezza, la profondità, la larghezza?

 

(dal Salmo 118 – Preghiamo, a cori alterni)

 

Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.

 

È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.

 

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.

 

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.

 

Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

 

Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!

 

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.

 

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

 

Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

 

Sac.: Signore Gesù, sei a terra, perché non c’è limite al tuo portare. Insegnaci a non misurare i nostri passi, a non contare le ‘cadute’, purché tutto sia amore.

 

Canto

 

Misericordias Domini, in eternum cantabo