Selezionare una pagina
Tel: 06 69 70 01 (centralino) - 06 69 91 653 (emergenze)

I Venerdì di Quaresima

dalle ore 13:00 alle 13:45

 

Via Crucis meditata e Adorazione

 

Tu conosci il mio cuore

Alla CAPPELLA DEGLI ANGELI.
Questa cappella, con le sue opere d’arte, costituisce l’ambiente simbolico, (la “composizione di luogo teologico”) dell’inizio del nostro percorso spirituale. L’Incoronazione di Maria e gli Angeli in adorazione della Trinità (alla volta) raffigurano la pienezza della vocazione di ogni persona “creata per lodare, riverire e servire Dio” (Principio e Fondamento, negli Esercizi Spirituali). Alle pareti laterali, la rappresentazione della Caduta degli Angeli e delle Anime del Purgatorio, ci immettono nella considerazione sia del dramma che attraversa l’esistenza umana – il peccato che contraddice la nostra elevata finalità di vita – sia della speranza: la redenzione della nostra umanità nel ravvedimento, nell’intima trasformazione, nella comunione trinitaria. Il ciclo pittorico di questo luogo rinvia a quanto Gesù insegna nel Vangelo, sul cuore dell’uomo…

Il principale autore del ciclo pittorico è Federico Zuccari. Le statue di angeli nelle nicchie e nei pilastri sono di vari scultori tra i quali Giacomo Silla Longhi e Flaminio Vacca. Le quattro tavole di marmo con lussureggianti festoni di fiori e di frutta provengono dalle Terme di Tito. Nel ‘600 furono arricchite da teste alate di cherubini.

Introduzione

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

L’amore del Signore sia con tutti voi.

E con il tuo spirito

 

Cari Amici

Con animo aperto, ben disposto e generoso iniziamo i nostri incontri nei “venerdì di quaresima”. La via crucis, che mediteremo a tappe in questi momenti di preghiera, ci conduce alla pasqua del Signore e, in lui, alla nostra pasqua, alla redenzione della nostra vita nella trasformazione: “da un cuore di pietre a un cuore di carne”.

 

Seguendo Gesù nella via della croce rinnoviamo il nostro discepolato perché attratti, avvinti dal suo amore. Accogliamo il suo invito: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (Matteo 6,24)

 

Amore e croce sono inscindibili in Gesù. Per noi non è così, ovvero non è scontato nella sua effettiva realtà. Viverli in unità di senso è la grazia che chiediamo e che attendiamo dal Signore con la preghiera che condividiamo.

 

Tu conosci il mio cuore.

La tua Croce è l’espressione piena del tuo amore per me.

Il tuo Amore per me irradi la mia croce

– che accolgo per amor tuo –

e trasformi nella sua luce tutta la mia vita.

Canto

Il Signore è la mia forza

ed io spero in lui.
Il Signore è il Salvator.
In lui confido, non ho timor,
in lui confido non ho timor.

PRIMA STAZIONE

Gesù è condannato a morte da Pilato

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa croce hai redento il mondo.

 

Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò perché fosse crocifisso. (Giovanni 19,13-16)

 

La Via Crucis inizia col Cristo davanti al tribunale degli uomini; la prima stazione della nostra avventura incomincia con un paradossale giudizio su Dio. La mia superbia, il mio egoismo si atteggia a scrutatore dell’amore; il mio niente mette sotto giudizio l’Onnipotente! Il mio peccato è già consumato. Chi non crede nell’amore è già giudicato, “perché non ha creduto nel nome dell’Unigenito Figlio di Dio”. Vedete come l’arrestano. Nessun mandato di cattura: semplice operazione di polizia. Un branco di gente raccogliticcia: servi del sommo sacerdote, con Giuda per guida. Dove lo trovano il Cristo? Nell’orto degli Ulivi, in ginocchio, in comunione col Padre. E nell’offerta di se è dedito totalmente agli altri. Ecco il suo torto. Egli è troppo onesto: pensa agli altri, vive per gli altri, lavora per gli altri, muore per tutti. Troppo! Si sopporta meglio un meno. A coloro che sono meno uomini, il mondo spesso perdona, li giustifica, li accetta: ma chi vive da Figlio di Dio, no! Il mondo non accetta, non giustifica, non perdona.

(Preghiamo insieme col Salmo 139)

 

Tutti:

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,

intendi da lontano i miei pensieri,

 

osservi il mio cammino e il mio riposo,

ti sono note tutte le mie vie.

 

La mia parola non è ancora sulla lingua

ed ecco, Signore, già la conosci tutta.

 

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

 

 

Sac.: Adoriamo la tua benedetta e straziata umanità che ci riappare quaggiù in ogni misero della terra. Aiutaci ad avere occhi limpidi e cuore attento, per riconoscerti nei tanti perseguitati a causa del vangelo.

Canto

 

Misericordias Domini.  In eternum cantabo

SECONDA STAZIONE

Gesù è caricato della croce

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. (Marco 15,16-20)

 

«Se uno vuol venire dietro di me, prenda la sua croce e mi segua».

Pochi gli sono andati dietro: e quando la croce, da parola annunciata, diviene condizione reale e il Maestro è catturato, condannato, caricato del legno, allora anche il minuscolo gruppo dei rimasti si disperde ed egli rimane solo lungo la via del Calvario. Rimane solo proprio colui che saliva per tutti, portando la croce di tutti.

La via crucis è lo sforzo di seguire il Signore, di fare con lui la rinuncia a caricare di sofferenza gli altri e sopravanzare, nell’esercizio della carità, nell’elevazione dell’altrui dignità. Delle sue prerogative di Figlio dell’uomo, egli non si valse come nessuno mai, né prima, né dopo. Egli è andato oltre ogni dovere, con una carità senza limiti. Dire la verità quando costa la vita è al di là del dovere. Scegliere di essere promotori della vita degli altri alla maniera di Gesù è al di là del dovere. Fare del bene a chi ci fa del male è al di là del dovere. Amare chi odia è al di là del dovere.

 

(Preghiamo insieme col Salmo 139)

 

Tutti:

Meravigliosa per me la tua conoscenza,

troppo alta, per me inaccessibile.

 

Dove andare lontano dal tuo spirito?

Dove fuggire dalla tua presenza?

 

Se salgo in cielo, là tu sei;

se scendo negli inferi, eccoti.

 

Se prendo le ali dell’aurora

per abitare all’estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano

e mi afferra la tua destra.

 

 

Sac.: Adoriamo il tuo amore che dà la vita a chi ci fa morire. In te l’amore è fatto uomo, di cui nessuno potrà misurare “la larghezza, la profondità, la sublimità”.

Canto

 

Misericordias Domini.  In eternum cantabo

TERZA STAZIONE

Gesù cade una prima volta

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,

si è addossato i nostri dolori;

e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.

Egli è stato trafitto per le nostre colpe,

schiacciato per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;

per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Isaia 53,4-5)

 

 

Non mi fa meraviglia che Gesù cada: mi fa meraviglia che un uomo, ridotto a quel modo, stia in piedi e riesca a trascinarsi dietro, per la salita al Calvario, il legno delle croce. L’amore non ha misura, ma l’adorabile umanità del Salvatore porta nella sua carne la misura della nostra infermità. Se egli cade, è perché cedono le sue povere forze fiaccate dall’urto incessante e implacabile della nostra malvagità, la quale vi si accanisce contro.

Gesù così, disteso a terra, ne prende possesso. La terra, che riceve Gesù, mostra d’avere un cuore. Poiché mi sono rifiutato di farlo riposare sul mio cuore, la terra gli offre il suo. Ecco lo scandalo: lo scandalo dell’amore. L’amore non è amato. L’amore non è capito. L’amore è calpestato. L’amore è a terra. E la terra è fredda e fa paura. Eppure se il grano non cade in terra, se non marcisce… Da grano, in pane si è trasformato! E nel calice che gli è stato presentato, c’è dentro il suo amore non ricambiato. Ma pane e vino sono corpo e sangue, vita che dona vita, che dalla terra rifiorisce.

 

(Preghiamo insieme col Salmo 139)

 

Tutti:

Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano

e la luce intorno a me sia notte»,

nemmeno le tenebre per te sono tenebre

e la notte è luminosa come il giorno;

per te le tenebre sono come luce.

 

Sac.: Il tuo amore, Signore, è a terra e dalla terra ridona vita a quanti in terra sono caduti.

 

ALLA CAPPELLA DEL SACRO CUORE

Canto

 

Ubi caritas et amor,    ubi caritas Deus ibi est.

(I testi delle singole stazioni della via crucis sono ispirati a scritti di don Primo Mazzolari)

 

ADORAZIONE

 

Tantum ergo, sacramentum veneremur cernui,

et antiquum documentum novo cedat ritui;

praestet fides supplementum sensuum defectui.

Genitori Genitoque laus et jubilatio,

salus, honor, virtus quoque sit et benedictio.

Procedenti ab utroque compar sit laudatio.

Amen

 

Sac.: Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

Tutti: Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Sac.: Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Benedizione Eucaristica

 

Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa e immacolata Concezione.

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto S. Giuseppe suo castissimo Sposo.

Benedetto Iddio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

 

Congedo

 

Dio, che nella via crucis del suo Figlio ci ha manifestato la grandezza del suo amore,

vi faccia gustare la gioia dello Spirito.

Amen.

 

Cristo Signore, che ci ha salvato con la sua croce

custodisca i vostri cuori nella verità e nella pace.

Amen.

 

Noi che seguiamo Cristo umiliato e sofferente,

perseverando nel bene, possiamo aver parte alla sua risurrezione.

Amen.

 

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Amen.