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I Venerdì di Quaresima

dalle ore 13:00 alle 13:45

 

Via Crucis meditata e Adorazione

 

Tu vuoi la mia felicità

All’Altare maggiore e abside.
Dinanzi all’altare maggiore la “composizione di luogo teologico” è costituita simbolicamente: dall’ Adorazione del mistico Agnello al catino dell’abside; dal Nome di Gesù (monogramma IHS) racchiuso in una raggiera, che richiama l’ostensorio eucaristico; dalla Circoncisione (pala d’altare). Tutti e tre questi richiami cristologici sono coerenti nell’illustrare il “sacrificio” del Cristo per noi.

Gli autori principali delle opere sono: Giovanni Battista, detto il Baciccia, per l’affresco del catino absidale; Alessandro Capalti per la pala d’altare.

 

Introduzione

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

L’amore del Signore sia con tutti voi.

E con il tuo spirito

Esortazione

Canto

 

 

Christe lux mundi

(I testi delle singole stazioni della via crucis sono ispirati a scritti di don Primo Mazzolari)

 

 

QUARTA STAZIONE

Gesù incontra Sua Madre

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa croce hai redento il mondo.

 

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – anche e te una spada trafiggerà l’anima – affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». (Luca 2,34-35)

 

Alla svolta della strada, appena Gesù leva gli occhi da terra, Maria è là. Gesù guarda la Madre. Chi muore cerca la mamma.

Cristo ama la Madre in ognuno di noi che, dal suo sacrificio, veniamo redenti e adottati come «figli di Maria». Egli non toglie nulla alla Madre: le apre nel cuore una maternità universale, come il suo cuore s’è già aperto a una fraternità che tutti abbraccia. La Madre e la Croce non sono due beni separati o separabili: sono l’unico insostituibile incontro della sua carità.

Sotto la Croce dirà: «Madre, ecco tuo figlio», e al discepolo, «Giovanni, ecco tua madre».

L’epilogo del dramma viene consumato ai piedi della Croce, ma il suo momento più elevato è nella comunione che si genera. La Madonna che segue Gesù fin sul Calvario e sta ai piedi della Croce è il folgorante esempio d’una nuova umanità. La maternità divina della Vergine è un mistero di gioia: la sua maternità umana è un mistero di dolore.

La Madonna, per la nostra felicità, ci dona la Chiesa con cuore così largo e generoso, e vi accoglie i Giuda, i Pietro, i cattivi ladroni, i farisei, i crocifissori, … vi accoglie me…

 

(Preghiamo insieme – dal Salmo 103)

 

Tutti:

Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

 

Benedici il Signore, anima mia,

non dimenticare tutti i suoi benefici.

 

Egli perdona tutte le tue colpe,

guarisce tutte le tue infermità,

 

salva dalla fossa la tua vita,

ti circonda di bontà e misericordia,

 

sazia di beni la tua vecchiaia,

si rinnova come aquila la tua giovinezza.

 

Il Signore compie cose giuste,

difende i diritti di tutti gli oppressi.

 

 

 

Sac.:

O Maria, tu sai che è per la salvezza del mondo questo strazio. Insegnaci a portare con amore e per amore di Cristo tuo Figlio anche le nostre sofferenze. Per la salvezza del mondo.

Canto

 

 

Magnificat, magnificat anima mea Dominum

QUINTA STAZIONE

Gesù è aiutato da Simone di Cirene

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Costrinsero a portare la sua croce una tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio». (Marco 15,21-22)

 

Gli stessi carnefici si avvedono che Gesù non può continuare. Bisogna aiutare Gesù, bisogna aiutare il povero di Dio. Qualcuno gli vada incontro. A chi tocca? «A me», risponde la coscienza cristiana, che si sente responsabile di tutto e di tutti. «Agli altri» risponde l’eterno fratello indifferente, che sonnecchia in ognuno di noi. La carità ci compromette contro il nostro mondo e contro noi stessi in maniera paurosa. Senza una carità folle, chi potrà salvare il mondo? L’amore non conosce barriere o riguardi di persone, non esclude nessuno. Il Cristo che soffre ha tali connotati che nessun pregiudizio li può contraffare. Bisogna fare ponti tra uomo e uomo. Si deve passare con la carità, che fa vivere tutti e costruire il Regno di Dio. Il legno della Croce, condiviso, è la passerella che unisce Cristo e famiglia umana, Chiesa e mondo, Chi ama ha gioia, perché la gioia è il riflesso del bene goduto da chi abbiamo saputo accogliere nel nostro cuore.

 

(Preghiamo insieme col salmo 103)

 

Tutti:

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.

 

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.

 

Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

 

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;

 

quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

 

Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,

 

perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.

 

Sac.:

L’uomo non è soltanto un redento. Tu, o Cristo, l’hai voluto partecipe, collaboratore. Aiutaci a prenderci cura di Te nel prossimo, riparando con l’amore il male.

Canto

 

Il Signore è la mia forza ed io spero in lui. Il Signore è il Salvator.
In lui confido, non ho timor, in lui confido non ho timor.

SESTA STAZIONE

Gesù incontra la Veronica

 

Sac.: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,

Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

E’ cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. (Isaia 53,2-3)

 

Nella travolgente brutalità di certe ore, pare quasi che tutto si smarrisca; eppure, basta un po’ d’azzurro, dietro il cupo lampeggiare dell’uragano, per tenere viva la speranza. Tutto dipende dall’amore. Il demonio ha un cuore di pietra. Gesù ha toccato il cuore della Veronica, che diventa una fonte d’acqua che sgorga dalla vita eterna. La donna perduta, in casa di Simone, si purifica rompendo l’alabastro ai piedi di Cristo; la Veronica si purifica presentando un lino per il suo volto benedetto e sfigurato. Ambedue sono pronte al richiamo di Colui che passa. Se chiudiamo il cuore al povero di Dio che passa, non avremo sull’anima impressa, incancellabile, il volto della sublime amicizia del Signore. Se invece è rimasto in noi un lembo incontaminato di anima, corriamo incontro a Cristo che passa portando la Croce delle nostre colpe e asciughiamogli il volto benedetto. Forse, dinanzi all’immagine dolorosa di Lui, impressa nella parte più pura della nostra anima, qualcuno dei fratelli che lo bestemmia riconoscerà il Signore, e percuotendosi il petto, insieme a noi benedirà il Suo santo nome.

 

 

(Preghiamo insieme col salmo 103)

 

Tutti:

L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni!
Come un fiore di campo, così egli fiorisce.

 

Se un vento lo investe, non è più,
né più lo riconosce la sua dimora.

 

Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,

 

per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli.

 

 

Sac.:

Tutto, tutto l’amore sia per Te, o nostro Redentore. Aiutaci ad amare in Te e solo per Te chi ci ama, e anche chi non ci ama. Il tuo volto in noi, sia la luce della nostra vita.

 

Canto

 

Ubi caritas et amor,  ubi caritas Deus ibi est

ADORAZIONE

 

Tantum ergo, sacramentum veneremur cernui,

et antiquum documentum novo cedat ritui;

praestet fides supplementum sensuum defectui.

Genitori Genitoque laus et jubilatio,

salus, honor, virtus quoque sit et benedictio.

Procedenti ab utroque compar sit laudatio.

Amen

 

Sac.: Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

Tutti: Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Sac.: Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Benedizione Eucaristica

 

Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa e immacolata Concezione.

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto S. Giuseppe suo castissimo Sposo.

Benedetto Iddio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

Congedo

 

Dio, che nella via crucis del suo Figlio ci ha manifestato la grandezza del suo amore,

vi faccia gustare la gioia dello Spirito.

Amen.

 

Cristo Signore, che ci ha salvato con la sua croce

custodisca i vostri cuori nella verità e nella pace.

Amen.

 

Noi che seguiamo Cristo umiliato e sofferente,

perseverando nel bene, possiamo aver parte alla sua risurrezione.

Amen.

 

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Amen.