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Navata della Chiesa del Gesù

La Chiesa è croce latina, a una sola navata sulla quale si aprono sei cappelle, tre per lato, e due atri, uno dei quali è stato trasformato in Cappella del Crocifisso mentre l'altro immette nella sagrestia. Oltre il transetto, che ospita a sinistra il maestoso altare di Sant'Ignazio e a destra, di fronte, l'altare dedicato a San Francesco Saverio, si aprono due cappelle circolari note come le Gemelle del Vignola; quella a sinistra ospita l'immagine della Madonna della Strada e quella a destra, già dedicata a San Francesco d'Assisi, l'immagine del Sacro Cuore del Batoni.   Le pareti fino al cornicione nella prima metà dell'800 furono rivestite di marmi pregiati per la munificenza del principe Alessandro Torlonia.   La volta si presenta come un capolavoro assoluto di Giovanni Gaulli, detto il Baciccia. In una cornice splendida di stucchi dorati si ammira la gloria del Nome di Gesù, che illustra il passo di S. Paolo che recita: «... nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore» (Fil 2,10).   Nei pennacchi sono rappresentati personaggi dell'Antico Testamento. Nei transetti sono illustrati rispettivamente episodi della vita di S. Ignazio e di S. Francesco Saverio.   La cupola, anch'essa del Baciccia, illustra la gloria del Paradiso con santi e angeli adoranti.   Infine il catino absidale è decorato con la gloria dell'Agnello mistico.La Chiesa è croce latina, a una sola navata sulla quale si aprono sei cappelle, tre per lato, e due atri, uno dei quali è stato trasformato in Cappella del Crocifisso mentre l’altro immette nella sagrestia. Oltre il transetto, che ospita a sinistra il maestoso altare di Sant’Ignazio e a destra, di fronte, l’altare dedicato a San Francesco Saverio, si aprono due cappelle circolari note come le Gemelle del Vignola; quella a sinistra ospita l’immagine della Madonna della Strada e quella a destra, già dedicata a San Francesco d’Assisi, l’immagine del Sacro Cuore del Batoni.

Le pareti fino al cornicione nella prima metà dell’800 furono rivestite di marmi pregiati per la munificenza del principe Alessandro Torlonia.

La volta si presenta come un capolavoro assoluto di Giovanni Gaulli, detto il Baciccia. In una cornice splendida di stucchi dorati si ammira la gloria del Nome di Gesù, che illustra il passo di S. Paolo che recita: «… nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore» (Fil 2,10).

Nei pennacchi sono rappresentati personaggi dell’Antico Testamento. Nei transetti sono illustrati rispettivamente episodi della vita di S. Ignazio e di S. Francesco Saverio.

La cupola, anch’essa del Baciccia, illustra la gloria del Paradiso con santi e angeli adoranti.

Infine il catino absidale è decorato con la gloria dell’Agnello mistico.

 

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