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La lettera dei vescovi ai fedeli di Roma sulla costituzione apostolica “In ecclesiarum communione”

La lettera dei vescovi ai fedeli di Roma sulla costituzione apostolica “In ecclesiarum communione”

La lettera dei vescovi ai fedeli di Roma sulla costituzione apostolica “In ecclesiarum communione” 696 406 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Carissimi,
il 6 gennaio il nostro Vescovo, Papa Francesco, ha emanato una nuova Costituzione Apostolica – In ecclesiarum communione – circa l’ordinamento del Vicariato di Roma.
Avvertiamo questo gesto come un provvidente segno di attenzione e fiducia, che riceviamo con senso di responsabilità. Il Santo Padre affidandoci il compito di “esemplarità”, nella comunione di tutte le Chiese desidera che quello che riusciremo a realizzare sotto la sua guida possa servire, nella umile consapevolezza dei nostri limiti, come esempio per tutti.

In qualità di Vescovo di Roma, – nello spirito del processo di riforma avviato da tempo nella Curia romana – egli indica alla sua Diocesi una nuova prospettiva per le modalità e l’attività di governo finalizzate all’evangelizzazione, secondo lo stile effettivamente sinodale, ricordando la particolare vocazione della nostra Chiesa nella quale si riflette, con una singolare luce, il volto della Chiesa universale.

Il Papa, quindi, guarda a Roma, ma vede la Chiesa universale, chiamata – in un cambiamento d’epoca – a fidarsi sempre più dello Spirito che guida i diversi cammini, che apre nuove vie e distoglie dalla rigidità di formule e di strutture.

Come Consiglio Episcopale già da alcune settimane abbiamo avviato un approfondimento del testo perché pensiamo che da questo nuovo impulso possa dipendere uno slancio di riforma per tutta la nostra Chiesa. Il Prof. Vincenzo Buonomo, Rettore della Pontificia Università Lateranense, ci ha offerto qualche chiave di lettura che desideriamo condividere con voi e che mettiamo in allegato a questa lettera (è possibile scaricare il testo dal sito della Diocesi di Roma).

Con la presente desideriamo invitare tutti e ciascuno ad entrare nello spirito del testo, a partire dal Proemio che indica la prospettiva teologica e spirituale della Costituzione, a coglierne la portata di novità e di freschezza, a scommettere sulle vie che apre. Anche questo documento è in linea con quanto Papa Francesco ci ha donato nel suo magistero; non si tratta di un testo “chiuso” dove tutto è stabilito; piuttosto è un documento che avvia un processo di riforma. Sta a noi accoglierlo e portarlo a maturazione, credendoci e operando con la consueta generosità creativa con cui abbiamo sempre lavorato.

I principi che il Santo Padre sottolinea compongono l’impianto del nostro essere Chiesa: comunità in cammino (sinodalità) che avverte il bisogno di una profonda conversione missionaria e solidale nella carità, in grado di coinvolgere tutti i suoi membri nell’opera evangelizzatrice, che sa dialogare con il mondo in cui è immersa e che esprime pienamente la collegialità tra i pastori che la guidano e tra loro con il Vescovo di Roma. Il cambiamento di mentalità precede e consegue la riforma delle strutture che il testo suggerisce ed è quanto con insistenza dobbiamo chiedere allo Spirito di contribuire con un cuore rinnovato a quella che potrà diventare una nuova stagione ecclesiale.

Grati e convinti della responsabilità che ci viene assegnata, accogliamo il nuovo Documento, che dà una sorta di armonica accelerazione ai diversi processi avviati in questi anni. L’esigenza di comunione, comunicazione e carità attraversa tutte le forme di servizio e di partecipazione, a cominciare dal modo in cui noi vescovi ausiliari del Papa sapremo interpretare il nostro comune servizio. Allo stesso modo i direttori di ufficio e quanti lavorano in Vicariato saranno incoraggiati a dare priorità, nel lavorare insieme, all’attenzione da rivolgere alle persone prima che alle strutture. Così tutta la realtà diocesana, articolata nelle parrocchie e nelle diverse realtà ecclesiali, potrà procedere con uno spirito di maggiore partecipazione e corresponsabilità.

Si tratta, ora, di ripartire da qui, animati dal desiderio di serena condivisione, dalla gratitudine per quanto abbiamo e che ci unisce, piuttosto che vedere ciò che manca e ci divide. Rendiamo grazie per i numerosi presbiteri, religiosi e laici che ogni giorno, con semplicità e fedeltà, continuano a dare la vita per il Signore, nella Chiesa di Roma.

La Vergine Santissima, Salus Populi Romani, ci prenda per mano e ci custodisca perché come popolo di credenti abbiamo il gusto di camminare insieme.
Uniti nella preghiera.

Il Consiglio Episcopale

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